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venerdì 17 ottobre 2014

LA GERMANIA


I Germani (da cui il paese prende il nome) si impadronirono di questa parte delle regione europea, prima abitata dai celti, negli ultimi secoli a.C.
Dopo aver respinto i tentativi romani di conquistare i loro territori, essi contribuirono successivamente, nei primi secoli d.C., al crollo dell'impero romano, riunendosi poi sotto il regno dei franchi (anch'essi di origine germanica).

autrice: Marianna Marzola

Forma di governo: Repubblica federale
La Germania è una Repubblica federale costituita da 16 Stati confederati, i Länder.

Capitale: Berlino
La Repubblica federale tedesca è uno stato situato nel cuore dell' Europa.
A Ovest confina con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi.
A Nord confina con la Danimarca e si affaccia sul Mare del Nord e sul Mar Baltico.
A Est confina con Polonia e Repubblica Ceca.
A Sud con Austria e Svizzera.



Clima e vegetazione
La Germania ha un clima di tipo oceanico a Nord, con venti, precipitazioni abbondanti e forti nebbie.
Sulle alte terre centrali e sulle pendici alpine il clima è più rigido, con precipitazioni nevose abbondanti ed estati fresche.
Ai piedi dei rilievi, nelle zone pianeggianti e nelle valli dei fiumi gli inverni sono meno rigidi e le estati sono soleggiate.
La vegetazione più caratteristica del territorio sono i boschi di conifere e latifoglie e i prati che si estendono su quasi un terzo del paese. Eccellenti vigneti coprono le colline nella zona sud-occidentale.



La popolazione
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania si trovava ad avere subito grosse perdite umane, e il paese era stato diviso in due stati: in parte queste perdite furono  compensate dall'immigrazione di circa 12 milioni di tedeschi che provenivano da territori orientali che la Germania aveva perduto.
In seguito alla caduta del muro di Berlino (1989) e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, molti furono anche gli immigrati da Paesi dell’Europa Orientale.
Fino agli anni ’60 del Novecento, la maggioranza degli immigrati era formata da Italiani, mentre successivamente da Turchi e Iugoslavi.
Oggi gli stranieri in Germania sono oltre 7 milioni; 2 milioni  sono turchi, e questo si presenta come il gruppo etnico più consistente.
La Germania è anche una destinazione preferenziale per i rifugiati politici di molti paesi in via di sviluppo.
Anche la composizione religiosa dello Stato tedesco è mutata in seguito al crescente numero di immigrati  che professano fedi diverse.
Quasi la metà dei tedeschi è protestante (43%), ma i cattolici sono un gruppo consistente (32%). Anche se si tratta di una piccola minoranza, con solo il 2,1% il numero dei musulmani nel paese è in aumento.

In Germania, sempre più frequenti sono gli episodi di razzismo e xenofobia, il più delle volte causati da gruppi estremisti di destra (spesso di stampo neonazista) diffusi soprattutto negli stati orientali. Numerosi sono i giovani che provano sentimento nostalgici nei confronti del nazismo, a causa della disoccupazione e delle difficoltà economiche. 
Nel  loro risentimento sociale vedono nello straniero il capro espiatorio della propria mancata realizzazione.  Nell'ambito di una politica comune all'interno dell'Unione Europea, la Germania sta promuovendo un progetto con l'ottica di perseguire gli autori di messaggi che incitano all'odio razziale, nei casi in cui ciò costituisce una minaccia, un insulto o una diffamazione.

Le principali città


Berlino
Le sue origini risalgono al 1307, quando due villaggi sulle rive della Sprea, si uniscono a scopo difensivo. Iniziava così la storia di Berlino come città. Il suo sviluppo è continuo, tanto che al momento dell'unità nazionale, quando nel 1871 assume il ruolo di capitale dell'impero germanico, gli abitanti hanno già raggiunto la cifra di 800 mila.
Il XX secolo sottopone la città a dure prove: la dittatura nazista, i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, la divisione della città in quattro zone di occupazione al termine della guerra, la costruzione del Muro che dal 1961 al 1989 tiene separata la popolazione in due diversi stati (Germania Ovest e Germania Est). La città viene riunificata nel 1990 e, dal 1991, è di nuovo capitale della Germania.
Fino a quel momento la capitale della Germania ovest era Bonn, una piccola città sul Reno, luogo di nascita del famoso musicista Ludwig van Beethoven.



Amburgo
E' la seconda città della Germania come numero di abitanti. Sorge alla confluenza l'Alster e l'Elba e il suo porto assorbe quasi la metà del traffico marittimo tedesco.




Monaco
E' la capitale della Baviera, nota all'estero per le industrie della birra e per l'Oktoberfest. Qui ha sede l'ufficio europeo dei brevetti.



Nell'ex Germania est spiccano le città di DRESDA sul fiume Elba e LIPSIA. Le due città, completamente distrutte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, furono ricostruite nel rispetto dello stile originario. Sono città di grande rilievo culturale.

Attività economiche

I lavoratori occupati sono così distribuiti: 71% nei servizi, 27% nell'industria, 2% nell'agricoltura.
L'agricoltura ha un elevato grado di meccanizzazione e utilizza tecniche avanzate, ma non ha una grande influenza nell'economia tedesca, dato che i terreni su cui viene praticata non sono particolarmente fertili.
Le colture principali sono costituite da orzo, frumento, patate, barbabietola da zucchero, luppolo.  Nelle valli del Reno e della Mosella, più fertili, è in crescita la coltivazione della vite per la produzione di vini di ottima qualità.
La vasta estensione di colture foraggere ha favorito l'allevamento bovino.
L'industria della Germania trae l'energia necessaria in minima parte dal carbone la cui estrazione è stata quasi abbandonata.  Le riserve nazionali di idrocarburi sono modeste. Le centrali nucleari dell'Est sono state chiuse perché arretrate e pericolose.
Restano in funzione diverse centrali nell'Ovest che però dovrebbero essere progressivamente chiuse. La Germania importa elettricità dai paesi scandinavi e gas e petrolio tramite un'ampia rete di oleodotti e gasdotti.
Essendo la Germania la quarta potenza industriale del mondo dopo Stati Uniti, Cina  e Giappone, l'industria tedesca spazia in tutti i settori: la siderurgia e la metallurgia, la meccanica pesante, la cantieristica, l'industria delle automobili, la chimica e farmaceutica, l'aerospaziale, l'elettronica e la ricerca sulle biotecnologie. Hanno un buon sviluppo anche il tessile, l'agroalimentare e la lavorazione del legno.

PER SAPERNE DI PIÙ SULL'INNO NAZIONALE DELLA GERMANIA, CLICCA SULL'IMMAGINE DEL SUO AUTORE: HEINRICH HOFFMAN VON FALLERSLEBEN  
  
  

lunedì 29 settembre 2014

LA PENISOLA IBERICA

autore: Edoardo Berardo

La penisola iberica che separa il Mediterraneo dall'Atlantico, con uno stretto braccio di mare che gli antichi chiamavano "colonne d'Ercole" (stretto di Gibilterra), è stata anche la terra attraverso la quale la civiltà europea si è diffusa nel mondo. Da qui salparono le caravelle di Colombo, alla ricerca di una nuova rotta verso le Indie.

LA SPAGNA

autore: Giovanni Brichese

La Spagna è per estensione il secondo paese d' Europa, dopo la Francia. L' ampia e continua catena montuosa dei Pirenei, che si estende per 435 km dal Golfo di Biscaglia fino al Mar Mediterraneo, forma una frontiera naturale con la Francia al nord; all'estremo meridionale, lo Stretto di Gibilterra che misura 12 km separa la penisola e il nord dell' Africa.


-Forma di governo: monarchia costituzionale 
-Capitale: Madrid
-Lingue: spagnolo (ufficiale), basco (paesi baschi), catalano, gallego
-Posizione: a nord-ovest e sud-ovest la Spagna si affaccia sull'Oceano Atlantico, a est e a sud è bagnata dal Mar Mediterraneo. I confini terrestri sono: Francia a nord, Portogallo a sud e a ovest.
Fanno parte dello stato spagnolo, pur godendo di autonomia, l' arcipelago delle Baleari nel Mar Mediterraneo e l'arcipelago delle Canarie nell'Atlantico, davanti alla costa africana, oltre che le due città di Ceuta e Melilla, situate nell'Africa settentrionale sulla costa del Marocco.

Appunti di storia

autori: Gianmarco Trevisan e Elena Cardin

All'inizio del V secolo iniziarono le invasioni barbariche. La penisola fu conquistata da Vandali e Alani, passando  poi ai Visigoti (507) e infine agli Arabi (714), provenienti dalle coste africane dove si erano insediati da poco. Quasi tutta la Spagna, ad eccezione di alcuni territori a nord, venne unificata in un potente e ricco regno mussulmano (emirato), sotto il quale iniziò un periodo di notevole sviluppo economico e culturale.  
Fra l'XI e il XIII secolo con l'appoggio del papato, i regni cristiani del Nord (Leon, Navarra, Castiglia e Aragona) effettuano una lunga lotta contro il regno mussulmano. Dalla reconquista la penisola usciva divisa in una serie di regni indipendenti. A questi si aggiungeva il regno di Granada, ultimo possedimento mussulmano. 
I regni di Castiglia e di Aragona erano particolarmente sviluppati e vi esistevano delle assemblee feudali denominate cortes. 
Appartiene dalla fine del XV secolo, con il matrimonio di Ferdinando d 'Aragona e Isabella di Castiglia e la successiva riconquista di Granada, i regni iberici, ad eccezione del Portogallo, dettero vita a una potente e stabile monarchia nazionale. 

Il clima e la vegetazione

autore: Filippo Mascarin

Nel clima della Spagna si distinguono tre aree principali:
-atlantica (i forti venti oceanici portano umidità e abbondanti precipitazioni)
-mediterranea (questa fascia è temperata)
-centrale (il clima continentale è arido con estati calde e inverni freddi).
La vegetazione è molto varia a seconda del clima. 
Un terzo del territorio è coperto di boschi di faggio e querce; nelle zone umide e sulle pendici dei monti predominano le zone erbose;sulla fascia mediterranea prevalgono la macchia mediterranea e le querce da sughero.

Le attività economiche 

autrice: Laura Carnelos

I lavoratori occupati sono così distribuiti: 65% nei servizi , 29 % nell' industria 6% nell'agricoltura. Le colture principali sono costituite da agrumi, vite e olivo, nelle quali la Spagna è ai primi posti in Europa, seguono gli ortaggi, la barbabietola da zucchero, il cotone e il tabacco.
Molto sviluppato è l'allevamento ovino, suino e bovino. 
Una consistente flotta peschereccia è attiva nell'Atlantico.
Dai boschi si ricava legname, specialmente il sughero per il quale la Spagna è al primo posto nel mondo, insieme al Portogallo.
La Spagna trae un quarto dell' energia elettrica dalle centrali nucleari .
E' elevata l' importazione di petrolio e gas che vanno ad alimentare le centrali termiche, per mezzo di gasdotti e oleodotti che attraversano il paese. In sviluppo è la produzione di energia eolica.

Una passeggiata a Barcellona


Approfondimento sulla Corrida
autori: Giorgio Montisano, Leonardo Pedrina, con la supervisione della Professoressa Lara Bortolusso

La corrida (in spagnolo corrida de toros, letteralmente corsa di tori) è un tipo di tauromachia di antica provenienza. Corse o lotte o cacce con tori o altri bovini si organizzavano già presso gli antichi Greci, Etruschi  e Romani.
Con la denominazione di corrida de toros è attualmente praticata in varie zone della Spagna e, con altre denominazioni e in maniera spesso diversa, anche in Portogallo, nel sud della Francia e in alcuni Paesi dell'America latina 
•I tori utilizzati per una corrida provengono tutti da allevamenti specializzati, la maggior parte dei quali si concentra nelle regioni dell'Andalusia e dell'Estremadura.

Se entro il tredicesimo minuto il toro è ancora vivo, viene suonato un secondo avviso: il torero, a questo punto, usa di solito un una spada più piccola per dare al toro, spesso già ferito a morte, il colpo di grazia. Se il torero non dovesse ucciderlo nemmeno questa volta, allo scadere del quindicesimo minuto suona il terzo avviso: il torero ha fallito e il toro, moribondo ma vivo, verrà finito con un pugnale da uno dei peones. Il matador verrà fischiato.
•La tauromachia (combattimento con il toro) era uno spettacolo diffuso, specie in tempi antichi, nel mondo mediterraneo. Consisteva in un combattimento di bovini tra loro, di uomini contro bovini o di bovini contro altri animali.
Da questa tradizione deriva il mito del Minotauro, un mostro mezzo uomo e mezzo toro, noto per la sua forza e la sua crudeltà.
Un po’ di storia
•Le prime gare con i tori in Spagna risalgono a circa l'800 dopo Cristo,  ma la corrida più simile a come la si conosce oggi risale al XIV secolo ed era praticata solo dai nobili a cavallo, che fieramente davano sfoggio della loro abilità affrontando i tori per una questione di prestigio e di onore, con servitori pronti ad assisterli in qualsiasi momento.
•Le regole sono più o meno definite anche se vi possono essere varie differenze da caso e caso. In genere in una corrida ci sono tre toreri e sei tori che si alternano.
I tre momenti della Corrida
tercio de varas
•Nella prima parte (tercio de varas) il toro esce dalla porta del toril. Solitamente, il toro compie un giro completo dell'arena dirigendosi alla sua destra, alla ricerca di una via d'uscita. Il torero ne studia le mosse, per determinarne le capacità fisiche, la rapidità dei riflessi, la direzione preferita nell'attacco e via dicendo. Per provocare le cariche del toro, egli utilizza il capote, un grande drappo di tela irrigidita e appesantita da bagni in gomma liquida. Tale drappo ha solitamente un colore rosa acceso sulla faccia esterna e giallo su quella interna.
•Nel colpire il toro, il picador utilizza la vara de picar, una picca costituita da un manico in legno lungo circa 180 cm e una punta in acciaio forgiata a piramide a tre lati, fornita alla base di un disco anch'esso metallico che ha la funzione di impedire la penetrazione del manico nelle carni dell'animale.
Il tercio de banderillas
•A questo punto ha inizio la seconda fase, nella quale i tre banderilleros (o, in alcuni casi, il torero stesso) provocano, esclusivamente con i movimenti del proprio corpo, le cariche del toro, nel dorso del quale, infilzano tre paia di banderillas.
•Le banderillas sono asticciole lignee lunghe 70 cm, coperte da nastri colorati di carta crespa e terminanti con un arpioncino in acciaio, lungo 6 cm e largo 4. Esse non penetrano in profondità nel muscolo del toro e, al contrario della vara de picar, producono ferite non gravi.
Il tercio de muleta
•Quando il toro ha sul dorso le banderillas e comincia a dare segni di cedimento ha inizio la fase saliente e più famosa della lidia. Il torero depone l'ampio e pesante capote e lo sostituisce con la muleta, un drappo più piccolo di flanella scarlatta, avvolto intorno a una gruccia lignea che lo mantiene disteso, in modo da poterlo impugnare con una sola mano. Nell'altra, nascosta dietro la schiena, impugna una spada da lidia, ovvero una spada finta da ornamento (dunque senza lama e punta acuminata) che il matador utilizzerà anche più volte per sorreggere la muleta.
La Ley taurina prevede che il torero uccida il toro entro il decimo minuto del tercio de muleta: se così non avviene, dall'alto degli spalti viene suonato uno squillo di tromba per avvertire l'uomo che deve affrettarsi. 

L'inno della Spagna
La Marcha Real è uno dei rari casi di inno nazionale senza un testo ufficiale: in passato ogni re modificava il testo.
La versione attuale fu commissionata al maestro Francisco Grau, dopo l'approvazione della Costituzione spagnola del 1978.



FOCUS ON Miguel de Cervantes





IL PORTOGALLO


autrice: Anna Gallo



Abitato originariamente dai Lusitani, il territorio dell'attuale Portogallo fu colonizzato dai Romani nel II secolo. Con il declino dell' Impero Romano d'Occidente, fu invaso dai Visigoti. 

Nel XIII secolo gli Arabi ne occuparono la parte meridionale.

Il Portogallo occupa la parte occidentale della penisola Iberica.

A ovest e a sud è bagnato dall'Oceano Atlantico.

A nord e a est confina con la Spagna.

Il Portogallo è una repubblica, la sua capitale è Lisbona.

Fanno parte dello stato due arcipelaghi atlantici: le nove isole vulcaniche delle Azzorre, a 1500 km dalle coste europee e le quattro isole dell'arcipelago di Madeira a circa 500 km dalle coste africane. Ambedue sono regioni autonome dal 1976.      

Il clima
autori: Dario Bozzato

A nord il clima è di tipo atlantico con forti precipitazioni piovose nelle zone costiere, a sud il clima è secco, con estati calde e inverni miti. Nell'interno si ha un clima continentale.
La vegetazione è costituita a nord da faggi, castagni e quercie da sughero; a sud domina la macchia mediterranea con pini, lecci e arbusti.

Le attività economiche


autore: De Munari Nicola

I lavoratori occupati sono così distribuiti: 53% nei servizi, 35% nell'industria,12% nell'agricoltura. L'agricoltura, praticata su un terzo del suolo, ha un numero di occupati elevato in rapporto ai più avanzati paesi europei.
Una delle coltivazioni più importanti è la vite, che produce vini di alta qualità come il Porto e il Madeira nell'isola omonima. Vengono prodotti  anche cereali, ortaggi, barbabietola da zucchero, olio, agrumi e altra frutta.
La coltura più caratteristica è quella della quercia da sughero, che pone il paese ai primi posti nel mondo. In sviluppo è anche l'allevamento di bovini, ovini e pollame. La pesca è a buon livello.
Il paese è scarso di materie prime. La produzione industriale, molto bassa fino a qualche decennio fa, è andata sviluppandosi. Anche il settore turistico ha registrato un notevole impulso.

Un assaggio di Lisbona...

L'inno del Portogallo

Il testo di A Portuguesa fu scritto da Henrique Lopes de Mendonça. Nel 1895 il compositore Alfredo Keil ne musicò il testo.