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sabato 24 gennaio 2015

IL REGNO UNITO


La più grande isola d'Europa, in origine abitata da popolazioni celtiche, fu invasa da Giulio Cesare nel 55 a. C. e la sua parte centro-meridionale sottomessa a Roma col nome di Britannia.
Nel V secolo, approfittando della crisi dell'impero romano, due popolazioni della Germania, gli angli e i sassoni, conquistarono la Britannia, insediandovi i propri regni.


La posizione
Il Regno Unito è uno stato insulare  situato nell'Europa  nord-occidentale. E' composto dalla Gran Bretagna, che è la più grande isola d'Europa, dall'Irlanda del Nord (o Ulster) e da circa 5000 isole. IL termine "Gran Bretagna" viene spesso usato per indicare il Regno Unito.
L'Isola di Gran Bretagna, che si estende da nord a sud per 950 km, comprende la Scozia, l'Inghilterra e il Galles.
A ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico e separata dall'Irlanda dal Mar d'Irlanda.
A Sud il Canale della Manica la separa dal continente e si restringe a soli 32 Km nello stretto di Dover davanti alla costa francese.
L'Irlanda del Nord (Ulster) è la parte nord-orientale dell'isola d'Irlanda: confina con lo stato dell'Eire (Repubblica d'Irlanda) ed è separata dalla Gran Bretagna dal braccio di mare del Canale del Nord.
Fanno parte del Regno Unito gli arcipelaghi delle Shetland, Orcadi e Ebridi a nord, delle Shilly a ovest e delle isole del Canale a sud insieme a numerose altre isole.
Alcuni altri territori sono ciò che resta del vasto impero coloniale appartenuto alla corona britannica.
Essi sono: Gibilterra in Europa, l'Isola di Sant'Elena nell'Atlantico davanti alle coste africane, le Cayman e le Bermuda nel Pacifico, le Falkland davanti alle coste dell'America meridionale.

Le caratteristiche fisiche


Il territorio della Gran Bretagna è occupato quasi per intero da pianure e colline, dato che il rilievo è molto antico e l'erosione, col tempo, ha arrotondato le cime delle montagna.
A nord, in Scozia, si trovano i Monti Grampiani con la cima più alta: il Ben Nevis (1343m). Al centro si trovano i Monti Pennini le cui cime più alte sfiorano appena i 900 metri. A ovest, nel Galles, anche i monti Cambrici sono rilievi modesti che superano raramente i 1000 m.
Le pianure più ampie si trovano in Inghilterra e prendono il nome di Midlands.
Nell'Irlanda del Nord (Ulster) il territorio, pianeggiante e ricco di pascoli al centro , è circondato da basse montagne (altezza massima 852 m).
I laghi sono molto numerosi, specialmente in Scozia, dove presentano una caratteristica forma allungata, e nel nord dell'Inghilterra (Lake District).
Numerosi  bacini d'acqua dolce si trovano anche nell'Irlanda del Nord.
I fiumi non hanno un lungo corso, ma sono ricchi di acque grazie all'abbondanza di precipitazioni. La portata regolare li rende in buona parte navigabile. I maggiori sono il Tamigi (345 km), che attraversa la capitale e il Severn  (346 km) nell'Inghilterra Meridionale. Al centro scorrono il TRent e l'Ouse, in Scozia il Tay, lo Spey e il Tweed.
Le coste sono generalmente alte e rocciose, particolarmente frastagliate e con profondi fiordi specie nella parte occidentale. IL litorale britannico è caratterizzato da forti maree che penetrano negli estuari dei fiumi. I porti, all'interno dei fiumi, sono a decine di chilometri dal mare. 

Il clima e la vegetazione

IL Regno Unito ha un clima temperato atlantico reso più mite dalla corrente calda del Golfo che lambisce le sue coste occidentali.
I venti di provenienza atlantica portano abbondanti precipitazioni e masse di aria umida che sono causa di forti nebbie.
La vegetazione più caratteristica del territorio sono i prati e i pascoli. Le dense foreste del passato si sono ridotte a causa dell'intenso disboscamento degli ultimi secoli. Oggi solo il 10% del territorio è coperto di boschi.

Le principali città

La maggiore città è Londra, la capitale. E'  situata sul Tamigi, a 60 km dal Mare del Nord. Le sue origini risalgono al I sec d.C., quando i Romani la  fondarono su un preesistente insediamento dandole il nome di Londinium.
Durante il Rinascimento era già una delle più popolose città europee. Da allora in poi la sua crescita non ha conosciuto arresti: all'inizio del Novecento vivevano nella sua area già 5 milioni di abitanti, oggi superano i 7 milioni.

La seconda città come numero di abitanti è Birmingham. In passato famoso centro minerario e metallurgico, con il progressivo esaurirsi dei giacimenti ha sviluppato altri settori fra cui l'automobilistico, l'aeronautico, il chimico, l'alimentare, il tessile.


Anche Leeds, Sheffield e Glasgow, città industriali un tempo basate sullo sfruttamento minerario, hanno modificato le proprie attività industriali e commerciali.


Edimburgo è il capoluogo politico e amministrativo della Scozia, sede di due famose università, di musei e istituiti d'arte e di musica, oltre che centro industriale e portuale.
Belfast  è il capoluogo dell'Irlanda del Nord.  Per lunghi anni il territorio è stato insanguinato dalla lotta fra cattolici e protestanti, fra l'esercito britannico e l'IRA, una formazione militare-politica che rivendicava l'indipendenza del paese dalla Gran Bretagna vista come uno stato colonizzatore. Il conflitto sembra oggi avviato a soluzione.

Superano i 100 mila abitanti le città di Oxford e Cambridge, prestigiosi centri universitari fra i più antichi d' Europa (risalgono rispettivamente al 1163 e al 1284).


Il più importante scalo passeggeri della costa inglese, collegato con la Francia e il Belgio, è Dover, ben conosciuta per le famose "bianche scogliere" a strapiombo sul mare. Questa città è anche lo sbocco del tunnel sotto la Manica, che collega dal 1994 le reti stradali e ferroviarie dell'Inghilterra e della Francia.

Le attività economiche
I lavoratori occupati sono così distribuiti: 
74% nei servizi, 
25% nell'industria,
1% nell'agricoltura..
L'agricoltura ha un elevato grado di meccanizzazione e utilizza tecniche avanzate, ma non ha una grande influenza nell'economia britannica, dato che i terreni su cui viene praticata non sono ampi. Le principali zone coltivate si trovano nelle regioni centrali e sudorientali. La coltura più diffusa è quella del frumento; seguono l'orzo e il luppolo per la produzione della birra, la segale,  l'avena e la patata specie in Scozia e Irlanda del Nord. Nelle aree costiere di sud-est si producono ortaggi e frutta.
L'allevamento di ovini (lana), bovini (latte e carne) e suini si avvale della grande abbondanza di pascoli estesi sui tre quarti dello spazio rurale.
La pesca, specie di merluzzi, aringhe, sogliole, è praticata nelle zone marine che circondano il Regno Unito e nell'Oceano.
L'industria trae l'energia necessaria da varie fonti. Il petrolio e il gas sono ricavati dai giacimenti scoperti negli anni Sessanta nel Mare Nord, che hanno sostituito gradualmente l'estrazione del carbone di cui il paese sarebbe ancora ricco.
Oleodotti e  gasdotti trasportano il greggio e il gas dalle piattaforme offshore, installate in mare mare aperto, fino ai terminali posti a terra. Il 20% dell'energia si ricava dagli impianti nucleari, alcuni dei quali risultano invecchiati e dovranno essere chiusi a breve.
Come negli altri paesi sviluppati, l'industria britannica spazia in tutti i settori: il siderurgico con la produzione di acciai speciali; il meccanico con i cantieri navali, la costruzione degli aerei , autoveicoli e materiale ferroviario; l'elettronica e la ricerca sulle biotecnologie.
Nel settore manifatturiero permangono la lavorazione della lana, del cotone, del vetro e del pellame, ma in questi settori è avvenuta ed è tuttora in corso un'ampia delocalizzazione delle imprese verso paesi, tra cui l'India, dove il costo della manodopera è molto minore.

I trasporti 
La rete stradale e autostradale è particolarmente fitta. Anche la rete ferroviaria è estesa. Molto estese sono anche le vie navigabili interne (oltre 1000 km).
Il trasporto marittimo è molto sviluppato , grazie ai numerosi porti all'interno degli estuari dei fiumi.
Gli aeroporti internazionali di Londra - Heathrow, Gatwick e Stansted - e quelli di Edimburgo , Birmingham, Glasgow sono nodi di importanza mondiale.



Dall'Islanda...

mercoledì 14 gennaio 2015

L'ISLANDA


L'Islanda è un'isola dell'Oceano Atlantico settentrionale, distante circa 300 chilometri dalla Groenlandia e 800 dalla Scozia.
Le sue coste settentrionali sfiorano il Circolo Polare Artico.
L'Islanda, il cui nome significa "Terra di ghiaccio", è nota anche come "l'isola del fuoco", poiché è caratterizzata da intensi fenomeni vulcanici.

L'isola è formata dalla parte emergente della dorsale medio-atlantica, una lunga e ininterrotta catena montuosa sottomarina che attraversa l'oceano.
IL territorio del paese è quasi totalmente  costituito da coni vulcanici (oltre 200), molti dei quali attivi; essi si innalzano su altopiani formati da rocce di origine vulcanica (basalti) e sono sormontati da cupole ghiacciate. 

I GEYSER

Tra i fenomeni più spettacolari ci sono i geyser, ossia getti di acqua bollente, che possono superare decine di metri.
Essi per alcune ore restano a riposo e poi improvvisamente entrano in azione.
Questo fenomeno avviene poiché l'acqua fredda che filtra nel sottosuolo  e si accumula negli strati di roccia porosa, viene riscaldata dalla presenza del magma fino a bollire e, per la pressione, tende a risalire in superficie.
I geyser vengono utilizzati per il riscaldamento delle abitazioni e per la produzione di energia elettrica.


I FIUMI E LE COSTE
I fiumi islandesi, alimentati dalle piogge e dalle nevi, sono ricchi d'acqua e hanno un regime costante. I loro corso è molto impetuoso, ricco di spettacolari cascate che essi formano per superare i margini degli altopiani lavici delle zone interne.
La Gullfoss, "la cascate d'oro", si trova sul fiume Hvita ed è la cascata con la maggior portata d'acqua d'Europa.
Le coste islandesi sono ovunque alte e rocciose, incise da profonde insenature simili ai fiordi norvegesi.


IL CLIMA
IL clima dell'Islanda è di tipo oceanico, sottoposto a influssi polari. Gli inverni sono lunghissimi e gelidi, le estati brevi e fresche. Solo lungo la costa sud-occidentale il clima viene in parte mitigato dalla presenza della Corrente del Golfo.
Le zone coperte dal ghiaccio sono molto estese. A nord la vegetazione è costituita da muschi e licheni, mentre a sud sono presenti macchie boschive di betulle e salici.


LA STORIA
Per la sua posizione isolata, l'Islanda è rimasta a lungo disabitata; i primi insediamenti stabili risalgono al IX secolo, quando sull'isola approdarono  monaci irlandesi e gruppi di norvegesi.
Il legame con la Norvegia si mantenne molto stretto nel corso dei secoli, grazie soprattutto ai vivaci  scambi commerciali. Con la successiva dominazione danese, la prosperità economica del Paese subì un brusco calo.
L'Islanda raggiunse la completa indipendenza dalla Danimarca nel 1944, quando venne proclamata la repubblica; da quel momento ebbe inizio la sua ripresa economica. 


LA POPOLAZIONE
In Islanda si registra la più bassa densità demografica d'Europa. Il dato relativo all'incremento naturale è comunque elevato, soprattutto se si considera che siamo in uno Stato nordico, scarsamente dotato di risorse agricole e minerarie.


LA CAPITALE
La capitale Reykjavik è situata sulla costa occidentale e accoglie circa il 40% della popolazione dell'isola. E' il solo insediamento di un certo rilievo, perché gli altri di rado superano i 5000 abitanti.
Tutte le città islandesi sorgono lungo la costa; la capitale, inoltre, si trova all'interno di una vasta insenatura che la protegge dalle mareggiate.
Le case sono variopinte e allegre, sovente rivestite esternamente in lamiera per proteggere i muri dalle intemperie; spesso non hanno persiane alle finestre: forse perché in inverno le ore di buio sono già molte, o forse perché in estate è bene fare buona "scorta" di luce.


L'AGRICOLTURA
I terreni liberi dai ghiacci sono in gran parte coperti da lava o da altri materiali di origine vulcanica, perciò le aree coltivabili sono molto ridotte. I suoli sono poveri e il clima è troppo rigido per le coltivazioni che sono localizzate quasi tutte all'interno di serre riscaldate. Grazie allo sfruttamento dell'energia geotermica, in Islanda si producono pomodori, banane e angurie,  con costi di produzione altissimi. All'aperto cresce il foraggio che alimenta l'allevamento degli ovini.
Gran parte dell'economia si regge sulla pesca, che alimenta forti esportazioni. Si pescano soprattutto merluzzi e aringhe, mentre è cessata la pesca alla balena, un tempo fiorente.

L'INDUSTRIA
L'industria più sviluppata è quella alimentare che si basa sulla lavorazione del pesce e dei suoi derivati: olio e farina di pesce.
Hanno un certo rilievo le industrie metallurgiche, per la produzione di alluminio e di silicio.


IL TERZIARIO
Le comunicazioni terrestri sono difficoltose perché gli ostacoli naturali sono notevoli.
Mancano totalmente le ferrovie; le strade sono in gran parte sterrate ed è possibile percorrere l'intero perimetro dell'isola in bus, quando le piene dei fiumi non distruggono i ponti.
I commerci tra città si svolgono soprattutto via nave.

martedì 13 gennaio 2015

Dalla Svezia: focaccine di segale



Ingredienti (per 20 focaccine) :
-1 cucchiaino di semi di anice
-1 cucchiaino semi finocchio
-1 cucchiaino e mezzo di sale
-50 g burro
-250 ml latte
-5 g lievito
-1 cucchiaio di miele
-2 cucchiai di zucchero
-75 g farina di segale
-250 g farina 00
-300 g patate calde appena bollite

-90 g farina di segale setacciata
-90 g farina 00

Preparazione:
In un mortaio pestare i semi di anice e di finocchio
Far fondere il burro, unire il latte, il miele e lo zucchero, i semi e fare in modo che arrivi a una temperatura di circa 38°C.
Versare sul lievito sbriciolato e mescolare. Unire poco alla volta la farina fino ad avere un impasto appiccicoso. Coprite con un canovaccio e fare lievitare fino al raddoppio. Schiacciare le patate e incorporarle all'impasto, poi unire anche le due farine restanti. Impastare per avere un impasto bello liscio.
Dividetelo in 20 pezzi e fateli cuocere come una piadina in un pentolino calda fino a che prenderanno un po' di colore. In alternativa dategli la forma tonda di focaccina e fateli cuocere in forno, pennellati con un po’ di burro, per circa 10 minuti a 180°C.

martedì 23 dicembre 2014

LA SVEZIA


La Svezia occupa il versante orientale della Penisola Scandinava. Confina a ovest con la Norvegia, a nord e a est con la Finlandia. E' bagnata dal Mar Baltico a sud e a est, mentre l'Øresund, il braccio di mare che collega il Kattegat con il Mar Baltico, la separa dalla Danimarca. 



IL TERRITORIO 

Il territorio della Svezia è formato dallo scudo baltico, la sezione più antica del continente europeo.
Il territorio svedese può essere così suddiviso:
-la Svezia del nord (Norrland)
-la Svezia centrale (Svealand)
-la Svezia meridionale (Götaland)



Il Norrland
E' una vasta area montuosa che occupa circa il 60% del paese. La catena delle Alpi Scandinave, a ovest, segna il confine con la Norvegia.
Questa regione è scarsamente popolata a causa del clima rigido e dei rilievi che ostacolano gli insediamenti umani. Le foreste di conifere e di betulle costituiscono la principale ricchezza di queste terre del nord.

Lo Svealand
La Svezia centrale è l'area delle pianure.
In questa regione il clima è più mite e rende possibili le attività agricole.


Il Götaland
La Svezia meridionale comprende l'altopiano del Götaland e la regione pianeggiante della Scania.
In questa città sorgono alcune città come Malmö. Si tratta di terre fertile di origine morenica in cui le coltivazioni sono molto varie.


I FIUMI E I LAGHI

La Svezia è molto ricca di acqua. I fiumi sono brevi e hanno una portata variabile: in piena in primavera e all'inizio dell'estate, la loro portata si riduce notevolmente alla fine dell'estate e in inverno.
I laghi di origine glaciale sono molto numerosi e coprono l'8% della superficie del Paese.

IL CLIMA

La Svezia ha un clima di tipo continentale che solo nelle estreme regioni meridionali risente della presenza del mare.

LA STORIA

I popoli che abitarono la Svezia furono navigatori e commercianti. Intorno al VII secolo, la stirpe Vichinga degli Svioni unificò il Paese.
Dal XVI secolo la corona svedese è nelle mani della dinastia dei Vasa.
Fin dal Settecento furono avviate in Svezia riforme democratiche che limitavano il potere del sovrano a favore del parlamento; nei primi del Novecento furono introdotte riforme sociali che hanno  permesso alla Svezia di diventare uno dei Paesi più avanzati del mondo dal punto di vista dei servizi offerti ai suoi cittadini.
Attualmente la monarchia ha un ruolo quasi esclusivamente rappresentativo.

LA POPOLAZIONE

La popolazione non è distribuita in modo omogeneo sul territorio. Le regioni fredde e inospitali del centro-nord sono pressoché disabitate, mentre la maggior parte degli insediamenti si concentra nelle regioni meridionali e lungo la costa, dove sorgono importanti città portuali.
Le zone rurali sono ormai spopolate.
Le città sono state progettate in modo ordinato, con edifici in grado di armonizzarsi con l'ambiente circostante.

LE CITTÀ

La capitale è Stoccolma, che sorge lungo la costa del mar Baltico su un gruppo di isole collegate da ponti alla terraferma.

Göteborg, lungo la costa occidentale, è un importante scalo marittimo. L'importanza di questa città crebbe notevolmente nell'Ottocento, quando fu costruito un canale navigabile che la collegava con Norrköping, sulla costa orientale.

Uppsala, l'antica capitale, è un centro culturale di grande fama, sede di un'antica e prestigiosa università. Già nel Medioevo era una prospera città di commerci.
All'estremo sud sorge Malmö, con un porto sempre affollato di navi.

LE ATTIVITÀ ECONOMICHE
La Svezia ha raggiunto un livello di sviluppo tra i più elevati del mondo, sia per la qualità delle sue produzioni, sia per la validità dei servizi forniti ai cittadini.
Gli obiettivi dell'economia svedese sono due: l'occupazione per tutti, realizzata anche per mezzo di sovvenzioni alle industrie private, e il benessere per ogni individuo, che richiede una distribuzione equa delle ricchezze prodotte dal Paese.
La Svezia ha raggiunto questo secondo obiettivo creando uno dei migliori sistemi di assistenza del mondo, chiamato "sistema di sicurezza sociale".
Lo Stato è in grado di soddisfare ogni necessità del cittadino in materia di sanità, assistenza sociale, istruzione, lavoro... Tutti i servizi sono pubblici e gestiti con grande efficienza.
L'AGRICOLTURA
L'agricoltura si è sviluppata soprattutto nelle regioni meridionali, dove il clima è più mite e i suoli sono più fertili. Prodotti principali sono orzo, patate, frumento, segale, avena e barbabietole da zucchero.
La produzione di foraggio favorisce l'allevamento bovino che alimenta a sua volta l'industria del formaggio e del latte. Non mancano gli alpeggi ma, dato il clima rigido, l'allevamento si svolge soprattutto in stalla.
LA PESCA
La pesca, praticata nel Mar Baltico e nel Golfo di Botnia, non è molto abbondante perché sono acque poco profonde e quindi poco pescose.
L'INDUSTRIA
La Svezia è ricca di acqua, di giacimenti di ferro e di foreste. Due sono le caratteristiche che accomunano le industrie svedesi: le produzioni di alta tecnologia e la salvaguardia dell'ambiente.
IL TERZIARIO
Il settore dei servizi alle famiglie occupa buona parte della popolazione svedese. Ma anche altri comparti del terziario risultano ben sviluppati: commercio, comunicazioni, turismo.


venerdì 5 dicembre 2014

LA NORVEGIA

La Norvegia occupa la porzione occidentale della Penisola Scandinava. Confina con Svezia, Finlandia e Russia; è bagnata a nord dal mar Glaciale Artico, a ovest dall'Oceano Atlantico, a sud dal Mare del Nord.


Lingua: Norvegese
Religione: protestante
Forma di governo: monarchia costituzionale
Capitale: Oslo

Il territorio norvegese è prevalentemente montuoso. Una lunga catena lo percorre interamente da nord a sud: si tratta delle Alpi Scandinave che raggiungono le maggiori altitudini nel settore  sud-occidentale del paese.



LE COSTE E LE ISOLE

Le montagne arrivano fino al mare e le coste sono quindi alte, rocciose e frastagliate. La linea di costa, infatti, risulta intagliata da innumerevoli fiordi, insenature strette e lunghissime scavate dai ghiacciai e successivamente invase dalle acque dell'oceano.
I fiordi maggiori sono: l'Oslofjorden (dove sorge la capitale Oslo), il Sognefjorden, a nord della città di Bergen, lungo più di 200 chilometri e profondo fino a 1303 metri.
Più al largo, oltre lo sbocco dei fiordi, si trovano numerose isole che fronteggiano la costa e costituiscono un altro elemento caratteristico del paesaggio norvegese. A nord del Circolo Polare si allungano gli arcipelaghi maggiori: le Isole Lofoten e le Isole Vesteralen, che formano guglie di roccia ripidissima e seghettate, ai confini tra l'Oceano Atlantico e il Mar Glaciale Artico. 
Questo paesaggio vario e pittoresco fa parte di un blocco continentale, detto scudo baltico, che si formato in ere antichissime, precedenti al sollevamento delle catene montuose dell'Europa meridionale (Alpi, Pirenei). L'azione demolitrice dell'erosione ha quindi avuto il tempo per arrotondare le linee dei rilievi e abbassare le vette.




I FIUMI E I LAGHI

Per la vicinanza dei monti alla costa e per la mancanza di vaste pianure, i fiumi norvegesi sono brevi e impetuosi, di rado navigabili. La loro potenza garantisce, però, un'abbondante produzione di energia elettrica. Il corso d'acqua più importante è il fiume Glama, che sfocia nel fiordo di Oslo.
Numerosissimi sono i laghi, quasi tutti di origine glaciale e di modeste dimensioni.



IL CLIMA

Il clima è di tipo oceanico,  con  estati fresche e piogge abbondanti durante tutto l'anno. Nonostante l'elevata latitudine, il clima è mitigato dall'azione della Corrente del Golfo. Così, persino in inverno, le acque dei fiordi non gelano e la navigazione rimane sempre possibile. 
Allontanandosi dal mare il clima assume un carattere più continentale: sulle montagne le temperature sono rigide e i fronti dei ghiacciai, che sulle Alpi non scendono oltre i 2000 metri di quota, in Norvegia arrivano più in basso, fino a 500 metri.

LA VEGETAZIONE
la vegetazione risente del clima, della latitudine e della quota. Nelle regioni più settentrionali, a nord del Circolo Polare Artico, prevale la tundra, formata da grandi estensioni di muschi, licheni, erbe basse. 
Più a sud e nelle valli riparate si estende invece la taiga, la foresta di conifere (pini e abeti), qui spesso unita al bosco di betulle.



LA STORIA E LA POPOLAZIONE
Malgrado la durezza del clima e i numerosi ostacoli che la natura ha posto sul territorio,  queste terre sono state popolate fin dall'antichità.
Gli scandinavi che oggi abitano la Norvegia sono i discendenti dei Vichinghi, popolo di ceppo germanico che si stabilì nel Paese fin dall'età della pietra.
La Norvegia ha proclamato la propria indipendenza nel 1905. Fin dal Medioevo fu dominata dai regni confinanti: Danimarca (1380-1814) e la Svezia (1815-1905).
Dichiaratasi neutrale nel corso delle due guerre mondiali, la Norvegia è stata invasa nel 1940 , dalle truppe tedesche.




LA DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE
La distribuzione della popolazione è molto irregolare; le densità più elevate si registrano lungo le sponde dei fiordi meridionali, nella valle del fiume Glama e nelle isole maggiori. Le regioni montuose dell'interno e le vaste lande settentrionali sono pressoché disabitate, a causa dell'asprezza del clima e del rilievo.
Le zone a nord del Circolo Polare Artico sono abitate dai lapponi, presenti anche in Svezia, Finlandia e Russia.
La loro principale attività è l'allevamento semibrado delle renne; i loro spostamenti sono determinati da quelli delle renne che si muovono in cerca di cibo. La caccia degli animali da pelliccia e la pesca sono altre attività da cui essi traggono risorse per vivere.

LE CITTÀ

Oslo è la capitale della Norvegia e sorge a sud del Paese, nella parte interna di un fiordo lungo 100 chilometri. Qui è sorto un grande porto e si sono sviluppate tutte le attività ad esso collegate: traffici commerciali interni, cantieri navali, complessi siderurgici e metallurgici. Oslo è infatti il più importante centro industriale del Paese.


Sul mare si trova anche la seconda città della Norvegia: Bergen, che possiede un porto molto dinamico e una fiorente industria tessile, cantieristica e del legno.

Più a nord, all'interno di un lungo fiordo, si trova la città di Trondheim, fondata nel X secolo e divenuta oggi un attivo centro industriale e commerciale. Possiede una cattedrale gotica di grande valore storico-artistico.

Altre città sono Tromso, attivo porto della Lapponia, e Hammerfest, a pochi chilometri da Capo Nord, considerata la città più settentrionale della Terra.

LE ATTIVITÀ' ECONOMICHE
La produzione agricola è poco consistente e si limita a prodotti come orzo, frumento e patate.

La pesca è un'attività che si fonda su un'antica tradizione. A nord, presso le isole Lofoten, si pratica la pesca del merluzzo, sulle coste meridionali si pescano sgombri e aringhe. Le acque di Bergen sono invece assai ricche di sardine.
L'industria della Norvegia si è sviluppata soprattutto intorno alle produzioni locali. Importanti sono i cantieri navali e le industrie per la lavorazione del legno.



La Norvegia dispone di importanti giacimenti di petrolio e di gas naturali, situati nel Mare del Nord.
La Norvegia può anche contare sull'energia idroelettrica, prodotta nelle diverse centrali dislocate lungo i corsi d'acqua del paese.
L'abbondante disponibilità di energia elettrica ha favorito lo sviluppo delle industrie siderurgiche e metallurgiche.
Molte persone trovano occupazione nel settore terziario che offre ottimi servizi per le famiglie e contribuisce a produrre l'alta qualità della vita delle persone.



Diffusa è anche l'occupazione nei settori del commercio e del turismo, che sta diventando una voce importante dell'economia del Paese. Infatti, nonostante l'intenso sviluppo industriale, sulle sconfinate terre della Norvegia si sono conservati ambienti naturali incontaminati, in alcuni casi trasformati in parchi nazionali. Anche le località dove si praticano gli sport invernali sono molto frequentate.

LA REGIONE DELLE STAVKIRKEN

La regione centrale della Norvegia si caratterizza per la presenza delle stavkirken, cioè chiese di legno costruite nel Medioevo e ancora oggi presenti sul territorio. Ne furono erette circa 750 e oggi se ne conservano 32. E' incredibile come il legno, esposto per così lungo tempo alle intemperie, non si sia deteriorato.
La costruzione di questi edifici ebbe inizio intorno all'XI secolo, quando il cristianesimo penetrò e si diffuse nella terra dei Vichinghi.
Secondo alcuni archeologi le linee e le forme della stavkirke rimandano a prototipi di chiese inglesi; per altri studiosi, invece, questi edifici si rifanno ad antichi templi pagani.





Dalla Svizzera e dall'Austria: gli spätzle


Gli spätzle sono il primo piatto dei paesi di area tedesca che più si avvicina alla nostra pastasciutta.
Vi proponiamo la ricetta che prevede un condimento di speck burro e salvia.
Tempo preparazione e cottura: 20 min. ca.
Ingredienti Spätzle per 4 persone:
  • 250 gr di farina 
  • 3 uova 
  • sale 
  • olio 
  • 120 ml di acqua 
  • burro qb
  • 3 fette di speck
  • salvia
    PROCEDIMENTO
  1. Mescolare la farina con uova, sale e olio.
  2. Aggiungere gradualmente l'acqua e impastare.
  3. Pressare l'impasto con lo schiacciapatate e cuocere in acqua salata, mescolando.
  4. Condire gli spätzle cotti con il burro.
  5. Nel frattempo tagliare a pezzetti lo speck e rosolarlo con burro e salvia.
  6. Saltare gli spätzle nella padella dello speck e servire.